La scelta della muta
Le mute da triathlon non sono comode se indossate fuori dall’acqua. Quando scegliete la vostra prima muta ricordate che non si tratta di un pigiama: la prima volta che la indossate la sentirete sicuramente troppo stretta e troppo calda e vi chiederete come fanno gli atleti a indossare una cosa così scomoda! In realtà le mute devono essere molto attillate, per non dire strette, se no non servono. Ricordate però che le mute si espandono quando si bagnano e non saranno poi così scomode una volta in acqua.
In secondo luogo, le mute non sono indistruttibili. Nell’indossare e nel rimuovere la muta bisogna fare attenzione a non tirarla in modo eccessivo e a non forzare le cuciture. Tra l’altro, molti dei tagli che si vedono sulle mute sono causate dai triatleti che le calpestano mentre si svestono di fretta durante la transizione.
Per quanto riguarda la scelta del modello, questa dipende dalle vostre esigenze e dal livello delle competizioni. In generale non vale la pena orientarsi dall’inizio sui modelli più costosi: le caratteristiche di base sono analoghe e spesso i modelli top di gamma sono anche più delicati dei modelli base.
Verificate però che il modello prescelto sia realizzato in neoprene a spessore differenziato (4 millimetri sulle gambe e sul torace e 1-2 millimetri sulle braccia) e che sia progettato specificatamente per il triathlon: una muta da sub o da snorkeling, anche sottile, vi provocherebbe abrasioni e non vi sarebbe di alcun vantaggio in gara o in allenamento.
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